Gira tutto troppo forte, fatemi scendere

C’è una parola che è ritornata molto spesso in questi giorni, qui da me. Nel mio piccolo mondo cartonato emozionale.

La parola del giorno la sveliamo subito: umiltà.

Quello che scrivo oggi sarà più introspettivo di quanto mi possa piacere. A dispetto del fatto che io abbia un blog, non sono esattamente una maestra dell’esposizione mediatica.

A dispetto, soprattutto, di quante persone effettivamente leggeranno questo post.

Però, come si dice, ogni lasciata è persa. E in un certo senso, potrebbe anche aiutarmi.

deco1

Il termine “umiltà” è apparso nelle mie giornate circa una settimana fa. Mi sono sentita con un mio amico, che non vedevo da Capodanno – ciao Alessio.

Era quel genere di telefonata buona, la definirei di qualità. Vale a dire quando non ti senti quasi mai, ma quando lo fai lo fai bene.

Bene = una media di tre ore per l’intera conversazione, scandagliando tutto quello che ti è successo, succede e succederà, rispetto all’ultima volta che ci si era aggiornati.

Questo per me non è esattamente un periodo bellissimo. E voi magari direte: “Perchè?”

Eh, perchè … boh.

Anche a lui ho provato a spiegarlo, e alla fine l’immagina più chiara era quella di un suono.

Un ronzio fastidioso, sottostante le mie giornate, che non sai da dove arrivi ma comunque non se ne va mai.

Ci sono momenti in cui è solo un sibilo leggero, altre volte un urlo sguaiato, ma resta sempre lì.

Sempre. Lì, a darti fastidio.

A dirti che si va tutto bene, ora come ora nessun grande problema, PERO’…

E si ferma lì, mica te lo dice qual è il problema. Se no sarebbe troppo semplice – giustamente.

deco2

E’ stato lì che Alessio mi ha parlato dell’umiltà. Più precisamente del sapere essere umili con sè stessi.

Del dirsi che certo, potrebbe essere un periodo migliore, però – e il proseguo di quel però ce lo devi mettere tu.

Senza dire che domani, dopodomani, tra una settimana o un mese andrà meglio. La devi mettere subito, la parte successiva al però.

E cazzo, è vero.

Era così semplice, e io non ci avevo ancora pensato. Un po’ mi sono anche indispettita, per non esserci arrivata subito. Perché lui ci era arrivato prima di me.

E da qui, insomma, già mi sembra evidente che io e l’umiltà ci conosceremo pure, ma di vista …

deco1

Il giorno dopo sono andata alla Basilica di San Luca – per chi non lo sapesse, ora vivo a Bologna.

Con un leggero imbarazzo, vi dirò che sono molto pigra e pur abitando qui da molto non ci ero mai stata.

Ah, c’è un’altra cosa che dovreste sapere, ovvero che ho ricevuto un’educazione cattolica fino a circa 16/17 anni.

Momento, quello, in cui non me lo sono sentita di proseguire. Diciamo che non faceva molto per me.

Non il Cattolicesimo, proprio la religione.

A mio avviso, una religione è un sistema che ti permette di dare spiegazioni a quello che non puoi spiegare.

Mi rendo conto che sia semplicistico, ma in fondo è di questo che si sta parlando.

Dell’avere fede, del credere che ci sia qualcosa o qualcuno che governa la tua vita, e a cui tu ti affidi.

Ottimo. Messo in chiaro questo punto, vi dirò che forse non vado troppo forte neanche con la coerenza.

Nel senso che io credo fermamente che ci sia una parte della mia vita della quale non posso – e non voglio, alle volte – avere il controllo.

Mi sta bene, ma non ritengo che la responsabilità di quella parte vada messa nelle mani di un credo, una religione, o una divinità.

Al più, nelle mani del destino, del fato. Quello sì, ma la divinità no, mi urta un poco i nervi.

Mi rendo conto che possa essere incoerente, credere in qualcosa “fino a metà”, o hai fede o non ce l’hai.

Che vi devo dire, mi piacerà tenere il piede in due scarpe. Non ho altre scusanti.

deco2

Comunque, la Basilica di San Luca mi ha schiarito un attimo le idee. Non sul mio rapporto con la religione, ma proprio sull’umiltà.

Sono rimasta seduta su un banco della chiesa per circa una mezz’ora, pensando. Guardandomi attorno, dentro, avanti e indietro.

Ho avuto anche una piacevole conversazione con un prete molto simpatico, quando gli ho chiesto se un agnostico potesse pregare – domanda uscita un po’ di getto.

– La conversazione è stata davvero interessante, ma non me la sento di inoltrarmi in questione religiose più di così –

Proprio parlando di fede e di parti della nostra vita che non possiamo controllare, anche lui ha fatto riferimento all’umiltà.

Umiltà di dirsi impotenti, di ammettersi disarmati.

Ci sono così tante cose, ora, di cui vorrei essere certa, quando non ho nemmeno la più minuscola possibilità di saperlo.

E se ci sono periodi in cui la parte “sconosciuta” e futura della mia vita passa in secondo piano rispetto al presente beh, questo non è decisamente quel periodo.

Penso talmente tanto a cosa dovrò fare domani, che se oggi non ci fosse forse non ci farei neanche caso.

… e non è proprio il massimo.

deco1

Quello che voglio dire, più semplicemente, è che per staccarmi i due blocchi di cemento che ho alle caviglie ora dovrei fare solo una cosa.

Avere l’umiltà di dirmi: sì, Giulia, è un periodo noioso, a tratti apatico, nervoso e aggrovigliato. E passerà, se vuoi che passi.

Datti ‘na mossa, insomma.

Sono partita da qui a dirlo, perchè non è semplice. Nero su bianco mettere in ordine le cose mi riesce bene, nella pratica ci vorrà un colpetto di reni in più.

Meglio tardi che mai, comunque.

E per la parte della mia vita che non posso controllare, farò affidamento al destino. O magari all’arte, ai passanti, al caffè.

Di qualcosa, o qualcuno, andrà a finire che mi fiderò. Allora, quando la giostra smetterà di girare così forte, saprò come scendere.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...