Festival della Pasta all’Uovo ed. 2018 @ Lanzarote

A partire da ottobre faccio parte di una squadra di pallavolo amatoriale di Bologna. Ogni tanto ci troviamo a fare qualche partitella, misto uomini e donne.

Siamo anche iscritti ad un torneo che estende le sue iscrizioni su Bologna e provincia. Proprio ieri sera abbiamo avuto una partita a Molinella.

Per chi avesse già giocato in una squadra, saprete che la birra post partita assume un valore sacrale. Indipendentemente dal risultato del match.

In effetti, noi abbiamo perso (ma con molta dignità). E a mezzanotte iniziavamo ad aggirarci per le strade di Molinella alla ricerca di un bar.

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Se non siete mai passati per terra emiliana in tempo invernale, potete immaginare uno scenario molto simile a quello di Silent Hill. Nebbia, buio e umidità fin sotto la pelle.

Abbiamo attraversato tutta la strada principale (credo fosse la principale), per arrivare all’unico locale aperto fino alle 03.00.

C’era una scritta “Auguri”, luminaria reduce del periodo natalizio. Nel tragitto ho riconosciuto solo alcuni gruppetti di persone, tagliati nella nebbia.

Tutti molto curiosi verso la nostra epica traversata.

Forse perchè camminavamo in mezzo alla strada come la meno convincente delle gang. Un’incognita di dubbia essenza, nell’equazione di Molinella.

In ogni caso, una volta arrivati ci siamo goduti il nostro sudato panino con birretta. Brindando a una delle nostre migliori prestazioni sportive.

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C’è stato un momento in cui sono uscita un attimo, per fumare una sigaretta. Fuori insieme a me c’erano alcuni habitué che se la raccontavano tra loro.

Uno di questi stava discutendo in modo concitato, riguardo un discorso che ovviamente non avevo seguito.

Prestando orecchio, ho capito che lui ed alcuni suoi amici erano stati appena chiamati a Lanzarote, per suonare ad un festival.

Vent’anni che mettiamo su dei dischi senza che ci caghi mai nessuno, e ci chiamano alle Canarie, diceva.

Ma c’è un problema. “… e sua moglie non lo lascia venire!”. Probabilmente uno dei suoi colleghi era stato sentimentalmente ricattato per evitare che partecipasse al grande evento.

Il ragazzo decide quindi di fare uno dei più strampalati, ma convincenti, paragoni della storia.

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“Scusa eh, ma metti che tua moglie è bravissima a fare le tagliatelle. Sono trent’anni che le fa, e nessuno la chiama mai da nessuna parte.

Poi, un giorno, la chiamano dalle Isole Canarie, da Lanzarote, perchè c’è un festival e lei deve partecipare. Con le tagliatelle.

Tu cosa fai, non la lasci andare?”

Ora. Come potrete supporre, a me è palesata solo un’immagine in mente.

Vale a dire quella di milioni e milioni di persone partecipanti al Festival della Pasta all’Uovo ed.2018. Sulle spiagge di Lanzarote.

Il vento tra i capelli, bikini, bicipiti, tagliatelle, un Mohito fatto bene, e via andare.

Incredibile. Personalmente, APPLAUSI.

 

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Forse, e dico forse, il problema sta nel vedere quali sono gli interessi dell’uno e dell’altra.

Provare a vedere se si sposano loro, gli interessi, prima di sposarvi voi. Magari eh. Poi si sa che il realismo di romantico ha ben poco.

Non è come la nebbia di Molinella, la sua unica e sola strada principale, e la scritta “Auguri”.

Né tantomeno come questo gruppetto della bassa emiliana, che per passione mette su dischi da una vita, e li vengono a cercare pure dalle Canarie.

Nemmeno come la moglie di non ho capito chi, che comunque secondo me a fare le tagliatelle spacca davvero i culi.

Il problema del romanticismo, forse, è che è un miracolo che dura un quarto d’ora.

 

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